Come viene scelta la vittima

 Esiste un mito comune nella difesa personale: l'idea che gli aggressori scelgano le proprie vittime in modo del tutto casuale o basandosi esclusivamente sulla forza fisica. La realtà è molto più sottile. Diversi studi condotti intervistando detenuti per reati violenti hanno rivelato che un predatore decide se attaccare una persona in un lasso di tempo che va dai 5 ai 7 secondi.

Ma cosa guardano esattamente in così poco tempo? La risposta risiede nella Vittimologia e nel linguaggio del corpo.

La selezione della vittima: Il "Test" Invisibile

L'aggressore non cerca necessariamente il più debole; cerca il più facile. Il suo obiettivo è ottenere ciò che vuole (denaro, controllo, sfogo di rabbia) con il minimo rischio di resistenza o interferenza. Per capire se sei un bersaglio idoneo, il predatore analizza inconsciamente tre fattori:

  1. La Consapevolezza: Sei distratto dal telefono? Hai le cuffie? Se non ti accorgi di ciò che accade intorno a te, hai già fallito il primo test.

  2. La Postura: Spalle curve, sguardo fisso a terra e passo incerto comunicano vulnerabilità e mancanza di fiducia in se stessi.

  3. La Sincronia del Passo: È stato dimostrato che i predatori notano chi cammina con un ritmo disarmonico o troppo lento, associandolo a una minore capacità di reazione fisica.

Rompere lo schema: La Postura di Consapevolezza

Per uscire dal "radar" di un aggressore, dobbiamo comunicare che siamo un bersaglio difficile. Non serve sembrare aggressivi, basta sembrare presenti.

  • Lo Sguardo all'Orizzonte: Non fissare il suolo, ma mantieni lo sguardo all'altezza degli occhi di chi ti circonda. Non cercare la sfida visiva, ma dimostra di aver registrato la presenza degli altri.

  • Intenzione nel movimento: Cammina come se avessi una meta precisa. Un passo deciso e una postura eretta (spalle aperte, schiena dritta) proiettano un'immagine di controllo.

  • Gestione della distrazione: Se devi usare il telefono in un luogo isolato o potenzialmente pericoloso, fermati con le spalle al muro, controlla ciò che ti serve e poi riprendi il movimento.

La Difesa Personale inizia prima dello scontro

La maggior parte delle aggressioni viene evitata prima ancora di iniziare. Se il predatore capisce che lo hai visto e che sei pronto a reagire, nella maggior parte dei casi cercherà una vittima più distratta. La tua prima linea di difesa non sono i pugni, ma l'immagine che proietti nel mondo.

Conclusione

Non essere una preda significa essere un osservatore attivo della propria realtà. Cambiare il modo in cui cammini e il modo in cui osservi l'ambiente circostante può fare la differenza tra diventare un bersaglio o restare un semplice passante.

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