Come viene scelta la vittima
Esiste un mito comune nella difesa personale: l'idea che gli aggressori scelgano le proprie vittime in modo del tutto casuale o basandosi esclusivamente sulla forza fisica. La realtà è molto più sottile. Diversi studi condotti intervistando detenuti per reati violenti hanno rivelato che un predatore decide se attaccare una persona in un lasso di tempo che va dai 5 ai 7 secondi.
Ma cosa guardano esattamente in così poco tempo? La risposta risiede nella Vittimologia e nel linguaggio del corpo.
La selezione della vittima: Il "Test" Invisibile
L'aggressore non cerca necessariamente il più debole; cerca il più facile. Il suo obiettivo è ottenere ciò che vuole (denaro, controllo, sfogo di rabbia) con il minimo rischio di resistenza o interferenza. Per capire se sei un bersaglio idoneo, il predatore analizza inconsciamente tre fattori:
La Consapevolezza: Sei distratto dal telefono? Hai le cuffie? Se non ti accorgi di ciò che accade intorno a te, hai già fallito il primo test.
La Postura: Spalle curve, sguardo fisso a terra e passo incerto comunicano vulnerabilità e mancanza di fiducia in se stessi.
La Sincronia del Passo: È stato dimostrato che i predatori notano chi cammina con un ritmo disarmonico o troppo lento, associandolo a una minore capacità di reazione fisica.
Rompere lo schema: La Postura di Consapevolezza
Per uscire dal "radar" di un aggressore, dobbiamo comunicare che siamo un bersaglio difficile. Non serve sembrare aggressivi, basta sembrare presenti.
Lo Sguardo all'Orizzonte: Non fissare il suolo, ma mantieni lo sguardo all'altezza degli occhi di chi ti circonda. Non cercare la sfida visiva, ma dimostra di aver registrato la presenza degli altri.
Intenzione nel movimento: Cammina come se avessi una meta precisa. Un passo deciso e una postura eretta (spalle aperte, schiena dritta) proiettano un'immagine di controllo.
Gestione della distrazione: Se devi usare il telefono in un luogo isolato o potenzialmente pericoloso, fermati con le spalle al muro, controlla ciò che ti serve e poi riprendi il movimento.
La Difesa Personale inizia prima dello scontro
La maggior parte delle aggressioni viene evitata prima ancora di iniziare. Se il predatore capisce che lo hai visto e che sei pronto a reagire, nella maggior parte dei casi cercherà una vittima più distratta. La tua prima linea di difesa non sono i pugni, ma l'immagine che proietti nel mondo.
Conclusione
Non essere una preda significa essere un osservatore attivo della propria realtà. Cambiare il modo in cui cammini e il modo in cui osservi l'ambiente circostante può fare la differenza tra diventare un bersaglio o restare un semplice passante.